“Non trovo le parole”: il metodo Validation oltre la relazione con l’anziano

prima di copertinaSi intitola “Non trovo le parole” l’uscente libro delle autrici Silvia Pellegrini e Cinzia Siviero (edizione Dapero 2018). E non è un caso.

Non trovare le parole è una condizione che tutti, in certi momenti della nostra vita, abbiamo sperimentato. È la situazione tipica di chi è colto alla sprovvista dagli eventi, di chi vive un attimo di stupore, dello scrittore che non riesce a far fluire la penna e dare corpo ai propri pensieri. Di certo è una fase che sperimentiamo quando ci sentiamo confusi, quando non siamo riusciti a sciogliere i nodi delle nostre riflessioni. E quando non riusciamo a spiegarci (letteralmente quando non riusciamo a togliere le pieghe) ci sentiamo interdetti, impotenti, sia di fronte a noi stessi ma soprattutto di fronte agli altri.

La condizione dei grandi anziani affetti da demenza non si distanzia troppo da questo stato di confusione, da questa costante situazione di perdita di ordine. E rapportarsi a chi vive un certo grado di decadimento cognitivo non è facile. Usare i consueti mezzi di approccio all’altro – quelli logico razionali – in questo caso potrebbe non rivelarsi la scelta più sensata: sarebbe come spiegare a chi non vede i colori che cosa sia il rosso o quante sfumature di colore esistano.

Che fare dunque?

In questa apparente impasse, il metodo Validation® ci ricorda che oltre un dire, uno spiegare  e un mettere alla prova, esiste un sentire e che è proprio a partire da questo che si possono compiere gesti molti utili, di aiuto, di empatia.

“Validation® adotta un approccio che mira all’accoglienza di ciò che è. Ritiene che il modo in cui il soggetto vede e interpreta la realtà circostante (la sua realtà individuale) sia più importante della realtà oggettiva stessa”, scrivono le autrici.

Quando di fronte alla frustrazione di non sapere come gestire certi disturbi comportamentali, non riusciamo a scavalcare il muro della comunicabilità e ci lasciamo andare alla rabbia e alla frustrazione, non stiamo semplicemente trascurando il fatto che l’altra persona non possa reagire agli stimoli consuetudinari che le stiamo dando, ma stiamo anzitutto commettendo un grande errore di valutazione. E cioè quello di pensare che esista un’unica e oggettiva realtà e che tutti la vivano allo stesso modo, secondo le medesime forme e sotto gli stessi schemi mentali.

Questo, ancora prima dell’aspetto pratico del metodo, rende Validation® una metodologia universale, proprio nella misura in cui sa cogliere un aspetto fondamentale della dimensione umana, mostrando verso di questo una mano tesa di accettazione, di aiuto, di comprensione.

 Del resto, come ci ricordano le autrici:

I disturbi del comportamento possono essere considerati normali manifestazioni umane in un approccio che pone al centro la persona e tutte le sue specificità. Questo cambia la prospettiva e di conseguenza anche il nostro atteggiamento.”

In modo puntuale e delicato, le nostre autrici riescono a condensare in un unico testo storia, caratteristiche del metodo, applicazione, vantaggi ecc. ma, probabilmente, ciò che principalmente riescono a trasmetterci è una lezione sul concetto di empatia, che, secondo la definizione di Carl Rogers è la più alta espressione dell’accettazione e della sospensione di giudizio:

“Per metterci nei panni dell’altro è necessario mettere da parte tutto il nostro noi, tutto il nostro bagaglio di convinzioni e considerazioni, e aprirci, renderci disponibili a cambiare”.

Ecco perché parlare del Metodo Validation® non significa soltanto trattare in modo espositivo le caratteristiche di approccio non farmacologico diretto alla gestione dei disturbi comportamentali degli anziani affetti da demenza. Perché sarebbe riduttivo. Validation® va al cuore della natura umana centrandone certe peculiarità che sono comuni a tutti, per questo non la si può considerare semplicemente una terapia, né è possibile limitare la sua utilità alla sfera dell’assistenza agli anziani dementigeni.

Riconoscendo il valore del MetodoValidation® ed essendo proiettati, come filosofia di lavoro, a migliorare il sistema dell’assistenza sociosanitaria, come Casa Editrice abbiamo deciso di pubblicare un libro su questo metodo e con queste bravissime autrici, con le quali è nata un’ottima collaborazione.

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Se volessi vedere il libro in anteprima e incontrare le autrici, ti invitiamo a partecipare al Meeting Delle Professioni Di Cura che si terrà a Piacenza il 23 e 24 maggio. Nel secondo giorno dell’evento è previsto un workshop sul metodo Validation®, intitolato “Un altro punto di vista sulla vecchiaia: il Metodo Validation®”, condotto da Silvia Pellegrini, Cinzia Siviero e Francesco Mosetti.

Il workshop è diretto a operatori sociosanitari, infermieri, educatori professionali, assistenti sociali, animatori, terapisti occupazionali e psicologi, ed è accreditato per Assistenti Sociali (n. 3 crediti formativi).

Vuoi acquistare una copia del libro? Vai sul sito di Editrice Dapero, sezione “libri”: https://www.editricedapero.it/libri.html. Lo troverai lì dal 23 maggio p.v.!

Buona lettura e… ti aspettiamo al Meeting! 😉

 


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