Un servizio proiettato nel futuro

Alla scoperta della Residenzialità Leggera (RSL)

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Come sapete, è da quando abbiamo scelto di fondare la nostra Casa Editrice che abbiamo un obiettivo in testa: immaginare un futuro migliore per i nostri servizi e – grazie a questo orizzonte ideale – orientare il presente di tutti i professionisti.

Con questa motivazione fondante abbiamo scelto di pubblicare il progetto di ricerca della dott.ssa Vincenza Scaccabarozzi, che porta chiarezza nel complesso panorama sociosanitario, presentando un modello di servizio tanto innovativo quanto necessario, perché capace di rispondere al bisogno di accompagnamento nel percorso di cura degli anziani affetti da malattie croniche.

Si tratta di un servizio di «Residenzialità Leggera» – come recita il titolo del libro – che possiede caratteristiche tali da offrire assistenza alle persone anziane che possono e desiderano vivere nella propria casa. La Residenzialità leggera (RSL) ha infatti l’obiettivo di mantenere nella propria abitazione le persone anziane ancora autonome (o con moderata non-autosufficienza), in presenza di una rete famigliare debole o assente, che abbiano o meno problemi legati all’alloggio, con malattie croniche allo stadio iniziale, offrendo loro – se e quando necessario – tutti quei servizi che possano favorirne l’indipendenza.

All’origine della definizione c’è la Regione Lombardia, che vuole distinguerla dalla Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA), connotandola appunto con una modalità di assistenza «leggera», molto differente dalla presa in carico globale che caratterizza la RSA. Come sappiamo, infatti, alla RSA accedono di norma persone anziane che non possono più vivere nella propria casa a causa di un’elevata presenza di bisogni assistenziali e sanitari che richiedono una modalità «intensa» di cura. La RSL risponde invece ai bisogni degli anziani secondo la «cultura dell’arco di vita», ovvero intercettando le difficoltà che ogni persona incontra lungo tutto l’arco della propria vecchiaia e aiutandola in maniera proporzionale e proattiva. Si tratta di un modello di pensiero che intende la vecchiaia non come una condizione di vita ma come una normale età di essa. Una fase della vita che, al pari delle altre, necessita di essere compresa, accompagnata e sostenuta.

D’altra parte l’orientamento prevalente delle politiche sociali fino a pochi anni fa è stato quello di considerare l’età anziana proprio come una condizione. Si è data infatti la preferenza a una progettazione e a una promozione di servizi molto caratterizzati dalla risposta a bisogni sempre più complessi e gravosi, dal punto di vista assistenziale e sociosanitario, dedicando un’attenzione di gran lunga minore all’età anziana in sé stessa. La programmazione dei servizi di fatto non si rivolge alle fasi iniziali dell’arco di vita anziana, ed è in tal senso limitata alle normali prestazioni sanitarie rivolte a tutti e al sostegno del reddito: i cittadini anziani e le loro famiglie devono affrontare tutto in autonomia in assenza di strutture pubbliche organizzate. Il sistema dei servizi dimostra quindi un’incapacità nell’anticipazione dei problemi legati all’evoluzione delle malattie croniche, non tenendo conto delle ri­dotte capacità funzionali e dei processi legati all’invecchiamento fi­siologico, che espongono le persone anziane al rischio di trovarsi in condizioni di disabilità, seppur in presenza di problematiche sociali o abitative di lieve entità.

La cultura dell’«arco di vita», come si è anticipato, si prefigge invece di intercettare i bisogni man mano che essi si presentano, of­frendo soluzioni e risposte proporzionate e sussidiarie, che tengano conto dei valori e delle scelte del singolo individuo. Essa si propone cioè di intervenire sui fattori di rischio in un’ottica preventiva.

Parlando di Residenzialità Leggera abbiamo quindi la possibilità di immaginare un’assistenza che dia valore alla storia e ai desideri della persona, tenendo conto della globalità delle caratteristiche della sua esistenza. Non si tratta di prevenire la vecchiaia o l’inevitabile disabilità delle fasi più avanzate della vita, quanto di intervenire sulle barriere o sulle facilitazioni, favorendo la risoluzione autonoma dei problemi.

 

Struttura del libro

Il progetto è illustrato in modo approfondito nel libro di Vincenza Scaccabarozzi, intitolato «Residenzialità Leggera. Un servizio proiettato nel futuro» (Ed. Dapero, 2018). Il libro si articola in tre sezioni, precedute da una presentazione a cura di Marco Petrillo (Commercialista revisore legale, Vicepresidente UNEBA Lombardia, Docente a contratto Business School CREMS – LIUC Università Cattaneo) e da una prefazione a cura di Antonio Sebastiano (Direttore Osservatorio Settoriale sulle RSA, Direttore Scientifico del Master in Management delle RSA – LIUC Università Cattaneo), che consentono al lettore di inquadrare il tema in modo ancor più approfondito.

I contenuti a cura dell’autrice partono invece da un’analisi delle delibere regionali e delle leggi lombarde che nel corso degli ultimi anni hanno dato l’avvio ai servizi innovativi per anziani, tracciata in modo dettagliato nel primo capitolo. Nel secondo capitolo viene poi descritta la Struttura stessa – alloggi, servizi, operatori, collegamento con la rete, organizzazione e gestione – illustrando anche la tipologia di anziani che a essa potrebbe rivolgersi. Il terzo e ultimo capitolo coincide infine con il business plan, grazie al quale l’autrice può quindi arrivare a dimostrare anche la sostenibilità di un simile servizio.

 

Presentazione del libro

Schermata 2018-05-03 alle 10.49.48Un libro come questo può essere utile non solo ai progettisti o ai dirigenti che dovranno scegliere quali nuovi servizi individuare (in particolare per strutture residenziali adatte al percorso di presa in carico della cronicità), ma anche agli investitori che vorranno sostenere l’impresa. Si tratta di una vera e propria guida per chiunque intenda realizzare un servizio di Residenzialità Leggera, che avrà la sua prima occasione di lancio nelle due giornate del Meeting delle Professioni di Cura: 23 e 24 maggio 2018, a Piacenza, presso “La Volta del Vescovo” (Via R. Moizo, n. 78).

La presentazione avverrà nel PUNTO EDITRICE DAPERO (in Villa, piano terra), dalle ore 14 alle ore 15, e sarà ripetuta entrambi i giorni della manifestazione. Tutti i visitatori del Meeting sono invitati a partecipare liberamente.

Se questo argomento ti interessa particolarmente potrai inoltre scegliere di sederti al tavolo di lavoro a esso dedicato, previsto al Meeting per il giorno 24 maggio (Sala delle Volte, ore 10-18). Di seguito numero e titolo del tavolo:

Tavolo 5

Anche quest’anno, quindi, il meeting sarà ricco di contenuti interessanti e fuori dagli schemi. L’occasione per fare la differenza nel settore sociosanitario, per costruire insieme un nuovo mondo della cura all’anziano, per immaginare quel futuro e poter dire: <<io c’ero>>.


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