La “Residenzialità leggera”: un’intervista per scoprire un servizio innovativo

casetta

La Residenzialità leggera: un servizio proiettato nel futuro” è il titolo della ricerca condotta dalla dottoressa Vincenza Scaccabarozzi, con la quale ha portato a termine il Master in Management delle Residenze Sanitarie Assistenziali dell’Università Carlo Cattaneo (LIUC). Schermata 2018-02-28 alle 11.58.21

L’idea di base è che sia necessario un ripensamento e un’implementazione dei servizi residenziali alternativi a quelli offerti dalle RSA, per meglio rispondere ai bisogni degli anziani rimasti scoperti.

È da qui che nasce la proposta della “Residenzialità leggera”, che la dott.ssa Scaccabarozzi valuta come una risposta sensata ai bisogni attuali e del futuro, portando a sostegno della sua tesi elementi descrittivi di funzionalità e realizzabilità concreta, attraverso la struttura impegnandosi altresì a dimostrare la sostenibilità di una struttura di questo genere nella città di Crema (CR), dal nome «aCasamiaCrema».

Abbiamo chiesto alla dottoressa Scaccabarozzi di spiegarci meglio questo progetto e di raccontarci come è nata l’idea, quali sono le aspettative reali di un tale progetto e come si può confrontare con realtà assistenziali già esistenti, come le RSA.

La Residenzialità leggera, ci ha raccontato Vincenza, è un servizio che risponde a persone che desiderano vivere nella propria casa, alle quali vengono offerti tutta una serie di servizi atti a mantenere il più possibile la loro indipendenza e a monitorare il loro stato di salute. Si tratta di una situazione assistenziale “più leggera” rispetto alla presa in carico globale delle RSA, dove sono coinvolte persone ad alto bisogno di assistenza, che non dispongono più di autonomie funzionali sufficienti per vivere in autonomia. Ma non è soltanto nel grado di intensità di assistenza che modalità “leggera” di residenzialità ha il suo senso:

La Residenzialità leggera risponde ai bisogni degli anziani secondo la «cultura dell’arco di vita», intercettando le difficoltà che ogni persona in- contra lungo tutto l’arco della propria vecchiaia e aiutando la persona in maniera proporzionale e proattiva. Un’assistenza, quindi, che dà valore alla storia e ai desideri della persona, tenendo conto della globalità delle caratteristiche del- la sua esistenza. Non si tratta di prevenire la vecchiaia o l’inevitabile disabilità delle fasi più avanzate della vita, quanto di intervenire sulle barriere e sulle facilitazioni, favorendo la riso-luzione autonoma dei problemi”.

E oltre a spiegazioni di carattere assistenziale, Vincenza spiega anche quali siano le ragioni manageriali che stanno dietro alla realizzabilità di tale soluzione, illustrandoci dettagli tecnici sulla sua gestione…

Schermata 2018-02-28 alle 11.58.02.png

Da un tema così interessante sono venute fuori: un’intervista all’autrice della tesi, – che verrà resa pubblica sul numero di marzo di CARE&Management – e una pubblicazione editoriale interamente dedicata a questo studio che sarà disponibile in primavera.

Se vi interessa conoscere i dettagli di questo tema, consultate il nostro sito dove troverete continui aggiornamenti sulle uscite: https://www.editricedapero.it/libri.html

 

 


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