“Liberi dalla contenzione”: il progetto dell’Ausl di Bologna

Schermata 2018-02-19 alle 16.05.34Il 23 novembre, noi di Editrice Dapero, abbiamo intervistato Monica Minelli, responsabile delle Attività sociosanitarie dell’Ausl di Bologna circa il progetto “Liberi dalla contenzione”, del quale ci ha raccontato le origini e gli sviluppi.

Per chi ancora non ne avesse sentito parlare, “Liberi dalla contenzione” è il percorso intrapreso dalle Casa Residenza Anziani dell’Ausl di Bologna per il superamento progressivo di tutte le forme di contenzione utilizzate sugli anziani residenti.

In questo contesto, si fa riferimento alla contenzione in senso lato: “non solo sponde, cinture e farmaci, ma anche porte chiuse e nessuna possibilità di uscire“, ci dice la dott.ssa Minelli. Già, perché a contenere non sono soltanto mezzi meccanici o farmacologici, ma certe barriere sociali che non permettono l’instaurarsi di buone relazioni e che impediscono di assecondare i propri impulsi di libertà e di movimento.

E così, dopo aver conosciuto due esempi virtuosi di realtà che avevano da poco detto addio alla contenzione, in Friuli e in Trentino, le CRA di Bologna hanno chiesto all’Azienda di accompagnarle nel processo di s-contenzione.

Questo percorso – ci racconta la dott.ssa Minelli – è dunque sorto da una spontanea volontà dei professionisti delle CRA ed è per questo motivo che ha potuto vantare già i primi risultati importanti, permettendo di “liberare” il 65% dei 2800 anziani presenti nel territorio.

E, prosegue la Minelli: “data la delicatezza e la complessità di un tema come la contenzione, credo che l’impegno e i risultati non sarebbero stati gli stessi se un tale progetto fosse stato imposto dalla committenza o dai gestori”.

Oltre alla presa di coscienza sui pericoli e sui principi etici che hanno imposto un cambiamento radicale presso le CRA, altre congiunture con altri fattori hanno contribuito a rafforzare l’idea di star perseguendo un giusto cammino, come le dichiarazioni del Comitato Nazionale di Bioetica sul tema contenzione, che venivano rese note in quel periodo. Il CNB ha infatti definito la contenzione una “prassi residuale di una cultura pregressa” e l’ha connotata come un insieme di pratiche lesive della libertà e dell’autonomia della persona.

Ma, come ha fatto una volontà spontanea, sorta dal basso, a diventare un progetto strutturato, che ha finito per coinvolgere tutte le figure professionali dell’assistenza, i gestori delle CRA, i parenti, le istituzioni e l’intera cittadinanza?

E come una presa di posizione etica da parte di alcuni è diventata un affare della società intera?

Lo abbiamo chiesto alla dott.ssa Minelli e a Rosa Angela Ciarrocchi, sociologa dell’Ausl di Bologna che si è occupata del progetto fin dalle sue fasi iniziali.

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Potere leggere le risposte a queste domande e ulteriori dettagli sul progetto “Liberi dalla contenzione” sul numero di CARE&Management in uscita il prossimo marzo.

Per info sugli abbonamenti e sul magazine visitate il nostro sito web, al seguente indirizzo: https://www.editricedapero.it/riviste/intro/

Nel frattempo vi lasciamo con questo splendido video realizzato dai professionisti dell’Ausl di Bologna sul loro progetto. Buona visione!


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