ComuniCARE. Il nostro tempo insieme

La cosa più importante nella comunicazione è ascoltare ciò che non viene detto.
(Peter Drucker)

Schermata 2017-10-25 alle 15.35.47Dopo il primo concorso fotografico, #LeViteDentro, CARE Magazine vi presenta la seconda edizione del contest, dal titolo “ComuniCARE. Il nostro tempo insieme”, rivolta a tutte le strutture per anziani.

In linea di continuità con la prima competizione, l’idea che fa da cornice all’iniziativa è sempre quella di dare ai professionisti del settore sociosanitario la possibilità di mostrare e di rivelare alcuni tratti della vita in struttura il cui valore spesso rimane nell’ombra, trascurato e senza la possibilità di essere espresso, ammirato o emulato.

Questa volta il tema è quello della “comunicazione”, il fondamento di ogni relazione umana, l’elemento che qualifica il nostro modo di rapportarci all’altro in termini di autenticità. Alla base delle relazioni che intratteniamo c’è infatti l’esigenza e il desiderio di esprimerci, di manifestarci. Eppure, ciò che rende tale una comunicazione, non è il solo fatto di avanzare la nostra necessità di narrarci, ma anche una certa disponibilità a cogliere il messaggio che ci viene dall’altra persona. Solo così può esserci uno vero e proprio scambio. Come diceva George Steiner, “ogni forma di comunicazione è un’interpretazione tra mondi privati”, lasciando intendere come la vera comprensione che abbiamo dell’altro dipenda da ciò che riusciamo a concedere in termini di disponibilità e di ascolto e da quanto siamo capaci di interpretare quel piccolo “mondo” che l’altro ci rappresenta con la sua parola e, più in generale, con la sua presenza. Infatti, non è certo soltanto attraverso le parole che questo meccanismo può funzionare. L’atto comunicativo è per sua natura un processo complesso, fatto di messaggi espliciti e di informazioni tacite, che necessitano di una certa decodifica, di una vera e propria traduzione che va oltre alla semplice espressione verbale.Schermata 2017-10-26 alle 12.34.34

Comunicare è un fatto fondamentale della nostra vita: è il mezzo mediante il quale riusciamo a rompere la nostra solitudine e il veicolo per creare un mondo condiviso. Comunicare ci permette quindi di soddisfare il nostro bisogno di essere accolti e, infine, accettati. E ci consente quindi di saper riconoscere la medesima esigenza nell’altro, di modo che possiamo recepirla senza ignorarla.

Il motivo che dunque ci ha spinti a scegliere la comunicazione come tema di fondo del concorso fotografico è dettato proprio dal credere che la maggior parte dei problemi che affliggono la nostra vita dipenda proprio da un difetto di comunicazione, da un corto circuito del dialogo e dalla convinzione che, migliorando questo aspetto cruciale, si possano ottenere dei vantaggi e dei benefici notevoli.

Non a caso, infatti, la filosofia di CARE Magazine è quella di favorire un dialogo più proficuo fra coloro che per professione si occupano di assistenza sociosanitaria agli anziani e disabili. E la stessa base del nostro lavoro quotidiano si fonda sulla volontà di creare legami, ponti e canali di comunicazione che servano a far circolare idee, a stimolare un confronto fra diversi punti di vista, a condividere esperienze o buone pratiche o anche a trovare il supporto necessario per chi svolge una professione ad alto rischio di stress.

Il concorso fotografico nasce proprio da questa visione e si propone di essere quella vetrina che dà la possibilità a momenti di condivisione e di comunicazione di venire allo scoperto, di venire svelati.  E la fotografia può essere senz’altro uno strumento che favorisce questo passaggio di informazioni. L’immagine è, infatti, un veicolo molto potente e un mezzo che si presta a interpretazioni molteplici, a letture non univoche capaci di evocare significati diversi.

E di ciò ne abbiamo avuto conferma durante la visione delle foto che ci sono pervenute in occasione del precedente concorso. Nel cercare di selezionare le foto “migliori”, ciascuno di noi ha utilizzato un criterio diverso, che non fosse solo relativo al gusto personale, ma proprio al fatto di cogliere significati differenti in ogni dettaglio.

Un tema come la comunicazione, poi, ha proprio il vantaggio intrinseco di essere declinato in un numero indefinito di modi, che dipendono dalla sensibilità di ognuno. Ed è proprio perché si tratta di un argomento vasto e dal carattere sconfinato, che durante la strutturazione del concorso abbiamo pensato di dare qualche riferimento descrittivo sul tema, in modo da aiutare i partecipanti a orientarsi meglio. Per questo motivo abbiamo pensato di suddividere la comunicazione in quattro categorie “sotto-tematiche”, sorte dall’intenzione di far emergere certi aspetti della relazione di cura:

  • Il filo della storia: ricordi del passato
  • La forza nella fragilità: riscoprire se stessi e l’altro
  • La comprensione oltre le parole e la pazienza dell’ascolto
  • Momenti terapeutici: una guida verso il benessere

Per quel che riguarda la prima categoria, ci siamo concentrati sull’aspetto narrativo, che verte sul ricordo e sul racconto come momento di comunicazione. La seconda invece si riferisce alla comunicazione in senso positivo, come mezzo per riscoprire le capacità residue dell’anziano, nonostante la fragilità. La terza mira alla comunicazione nel suo senso più generale, come capacità di espressione che non fa leva solo sulla trasmissione verbale. L’ultima categoria si riferisce alla comunicazione come il risultato di ciò che emerge dalle attività terapeutiche, educative e di animazione che si svolgono in struttura.Schermata 2017-10-26 alle 12.34.58

Queste categorie, pur privilegiando una caratteristica particolare della comunicazione, riescono comunque a condensare letture di diverso tipo. Ciascuno di voi può infatti scegliere di interpretarle liberamente e di vederci dentro un contenuto rappresentativo che non sia confinato alla sola relazione con l’anziano, ma che possa riguardare la comunicazione come elemento centrale di altre relazioni che sorgono nel lavoro di assistenza quali, ad esempio, quelle fra i colleghi, altrettanto importanti ai fini della buona riuscita del servizio di assistenza.

L’iniziativa del concorso, insieme a tutte le attività che svolgiamo quotidianamente, è un piccolo tassello di un grande progetto che portiamo avanti ormai da qualche tempo e che mira a instaurare un dialogo più aperto e a costruire migliori canali di comunicazione per tutti noi, professionisti della cura.

Sognare in grande si può, ma solo se facciamo un passo alla volta.

Vi invitiamo dunque a prendere parte a questa iniziativa, piccola ma pregna di senso. Raccogliete i vostri momenti di comunicazione e date sfogo alla vostra creatività e alle vostre capacità artistiche.

Selezioneremo le quattro foto “migliori”, che diventeranno le copertine dei numeri di CARE Magazine del 2018 e che otterranno in premio alcuni materiali editoriali appositamente selezionati da Editrice Dapero.

La scadenza è prevista per il 22 gennaio 2018. Fisseremo un appuntamento settimanale sulla pagina Facebook di Editrice Dapero, all’interno della quale vi presenteremo le foto che ci sono pervenute e che metteremo a disposizione per essere votate da voi! Di settimana in settimana raccoglieremo i vostri voti, ai quali verranno aggiunti anche quelli della redazione e quelli di un fotografo professionista. Comunicheremo le foto vincitrici in una diretta proprio nella nostra pagina Facebook in data che vi comunicheremo sulla stessa. Troverete la locandina,  il regolamento e il modulo di iscrizione sul nostro sito. 

Per ulteriori info scriveteci all’indirizzo info@editricedapero.it

Non vi resta che cogliere l’attimo e… immortalarlo!

 


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