Star bene è anche una questione di… Olfatto

olfatto-odore

Quando sentiamo parlare di stimolazione dei sensi ci viene subito da pensare a sensazioni legate al piacere e questo perché i nostri sensi hanno un indiscutibile valore “edonico”. Ma, in passato, il ruolo dei sensi era più legato a dinamiche di conservazione della specie che al piacere nudo e crudo. Infatti, i nostri antenati utilizzavano i sensi come guida, orientamento, allerta di pericolo, cioè come garanzia di autoconservazione.

La percezione sensoriale è anche il primo contatto che il neonato ha col mondo esterno, ovvero il primo strumento di informazioni dall’ambiente circostante. I sensi sono dunque la prima modalità con la quale gestiamo il nostro comportamento, ancora prima della ragione.

Inoltre, la sollecitazione dei sensi ha il potere di trasportare la nostra mente in un luogo lontano della nostra memoria, di cui probabilmente non ne siamo più consapevoli. Basta un momento ed ecco che non siamo più presenti, ma ci troviamo altrove, circondati dalle emozioni di un ricordo lontano. Non a caso uno dei passi più memorabili di Alla ricerca del tempo perduto di Marcel Proust è quello dell’episodio della madeleine, nel quale la protagonista, inzuppando un dolcetto nel thè, viene assalita da una potente sensazione:

Un delizioso piacere m’aveva invaso, isolato, senza nozione di causa. E subito, m’aveva reso indifferenti le vicessitudini, inoffensivi i rovesci, illusoria la brevità della vita…non mi sentivo più mediocre, contingente, mortale. Da dove m’era potuta venire quella gioia violenta? Sentivo che era connessa col gusto del tè e della maddalena.”

OlfattoUn passo che trasferisce immediatamente  tutta l’intensità di un risveglio di emozioni provocato dal gusto, talmente forte da far rievocare alla protagonista il ricordo di un tempo che appunto sembrava perduto. I sensi hanno quindi la facoltà di far riemergere il nostro vissuto obliato, ma uno fra tutti può maggiormente vantare questa capacità: l’olfatto. L’olfatto è il nostro senso primordiale, il primo ad essersi sviluppato, l’unico capace di conservare i ricordi nella memoria molto più a lungo di quanto non facciano vista, udito, gusto e tatto.

La parte del cervello che elabora i segnali olfattivi è la più antica, quella ancestrale, destinata a gestire la memoria, la sfera emotiva e comportamentale dell’uomo, per questo gli odori possono immediatamente influire sulla nostra condotta e sui sentimenti che proviamo.

Dunque, la memoria olfattiva, essendo antica e istintiva, ha un impatto importante nelle nostre vite, per cause evolutive e biologiche. L’azione della stimolazione olfattiva è poi del tutto incontrollabile razionalmente e può attivarsi anche in stati di profonda incoscienza. Gli odori tendono a imporsi anche contro la nostra volontà, tanto che Kant definì l’olfatto come il senso “contrario alla libertà”, cioè completamente indipendente dalle nostre deliberazioni. L’odorato incide anche nei processi di apprendimento e la sua sollecitazione è capace di condizionare tutti gli altri sensi. Insomma, tutto questo per dire quanto la sfera olfattiva incida profondamente sulle nostre vite.

Child smelling tulip

L’influenza dell’odorato è tale da poter compromettere o promuovere il nostro benessere psico-fisico. Quando infatti ci troviamo in un ambiente con un odore sgradevole, la reazione più spontanea è quella di allontanarci, di evitarlo. Così come è vero l’opposto: un odore gradevole ci attira, ci rassicura. Quando poi l’odore riesce a restituirci un ricordo del nostro vissuto, come in quella “sindrome proustiana” di cui si è accennato, allora può perfino liberare nuove energie e aprire nuove possibilità espressive.

Ma perché affrontare l’argomento degli odori e dell’olfatto proprio qui, in questa sede? Quale sarebbe il collegamento fra gli odori e l’assistenza per gli anziani?

Una delle problematiche presenti all’interno delle strutture per anziani è la presenza di odori spiacevoli, odori che naturalmente si diffondono all’interno di un ambiente abitato da molte persone. Da questo punto di vista molte strutture sono ancora parecchio carenti nel garantire ai residenti una buona qualità dell’aria e quindi nel rendere più vivibili questi ambienti. Come si può immaginare, un’aria pulita diventa necessaria per la salute degli anziani, i quali corrono meno il rischio di contrarre infezioni e patologie dovute alla presenza di una carica batterica molto forte. Un’aria che non sia salubre compromette anche lo stesso benessere psico-fisico dell’anziano, poiché rende fastidiosa la sua permanenza in struttura a causa di un ambiente che non offre sensazioni di ospitalità e rassicurazione.

Insomma, insieme ai tradizionali percorsi di cura e  alle metodologie di assistenza presenti all’interno delle strutture, risulta utile investire risorse anche per mantenere un buon livello di qualità dell’aria e dare la giusta importanza alla presenza degli odori, se si vuole promuovere il benessere delle persone residenti. Infatti, una visione assistenziale che investe sulla globalità dei bisogni della persona, che dunque non si concentra solo sul monitoraggio dello stato fisico dell’anziano, ma anche su quello psicologico, percettivo e relazionale, non può mancare di tenere conto dell’importanza del fattore olfattivo.

Come si può immaginare, dal punto di vista pratico non è facile adottare soluzioni concrete, che determinino un miglioramento significativo delle condizioni dell’aria in questi ambienti. Ad esempio, vengono spesso utilizzati profumatori che sostanzialmente coprono gli odori sgradevoli, senza rappresentare una reale soluzione al problema.

Ma, già da un po’ di tempo, alcune strutture hanno adottato alcuni sistemi innovativi per affrontare questo disagio; sistemi che vengono da un attento lavoro di ricerca e di prevenzione della salute. Uno di questi sistemi è l’ONS® – Odor Neutralizing System, ovvero un procedimento che, grazie all’azione di processi biologici, è in grado di eliminare i residui sia organici che inorganici dalle superfici, i quali sono la causa della presenza di cattivi odori. Un metodo all’avanguardia ed ecosostenibile realizzato dall’azienda forlivese “È COSÌ”, che promuove salubrità negli ambienti ospedalieri e nelle strutture sociosanitarie per anziani, progettando detergenti e prodotti per l’igiene ambientale.

 

La ricerca di soluzioni per l’igiene ambientale è oramai diventata un imperativo per le strutture che hanno adottato un approccio di cura e di assistenza integrale, fondato su una visione olistica dell’individuo e quindi sensibile a tutte le tipologie di bisogni. Il benessere è infatti un gioco di equilibri complesso, che si basa sulla soddisfazione di esigenze fisiche, emotive, relazionali, psicologiche e anche percettive.

Pensiamo un attimo al momento di ingresso dell’anziano in struttura, un momento che sappiamo essere già di per sé traumatico. Arrivare in un ambiente con l’aria pulita può essere determinante per la volontà dell’anziano di permanere o di fuggire via, perché, come abbiamo visto, attraverso le stimolazioni dei sensi, prendono il sopravvento sensazioni incontrollabili, che rendono l’ambiente più o meno accogliente ancor prima di una valutazione razionale.

Consapevoli di quanto sia importante non sottovalutare il problema dell’aria e adottare le soluzioni adeguate per risolverlo, abbiamo pensato di parlare di questi temi al Meeting delle Professioni di Cura di Piacenza, il 5 Aprile. In particolare, abbiamo dedicato un tavolo di lavoro interamente alla cura dell’igiene ambientale, all’interno del workshop #LaNostraVolta – Vita in struttura: azioni e relazioni.

Il tavolo è riservato ai responsabili di servizi sociosanitari, e prevede un massimo di 10 posti a sedere.

Ne approfittiamo dunque per invitarvi a partecipare, per trascorrere insieme un momento di apprendimento, confronto e condivisione.

Se volete saperne di più sul Meeting Delle Professioni di Cura CLICCATE QUI!

 

Fonti:

1) http://www.focus.it/scienza/salute/le-meraviglie-dellolfatto?gimg=75071

2) http://www.outofthebottle.it/memoria.html


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