Little Miss Sunshine: dalla parte dei perdenti

little-miss-sunshineCosa c’è di più lontano dal mondo delle strutture per anziani di un concorso di bellezza per bambine? Sbagliato, a mio giudizio. Perché il piccolo grande cult del 2006 Little Miss Sunshine ha tanto a che vedere con anziani e disabili, anche se a prima vista non si direbbe.

Protagonisti del film sono gli improbabili familiari di Olive, ragazzina di sette anni con il sogno di diventare Piccola Miss California: il padre Richard, autore in cerca di editore per un prontuario del successo in nove passi, la madre Sheryl, il fratello Dwayne che ha fatto da nove mesi voto di silenzio per ottenere il permesso d’iscriversi all’accademia militare, lo zio Frank, appena arrivato in famiglia dopo un tentato suicidio, e il nonno, cocainomane cacciato dalla residenza per anziani dove alloggiava.

Il quadretto iniziale si discosta abbastanza, quindi, dalla famiglia modello. Per raggiungere la sede del concorso di bellezza, la famiglia parte a bordo di un malandato furgoncino Volkswagen giallo, simbolo dei claudicanti sogni dei nostri eroi; anche se sarebbe più corretto parlare di antieroi, visto che le loro vicende non ricalcano affatto le vittoriose imprese dei protagonisti tradizionali.

Senza anticipare troppo del film, vorrei limitarmi a qualche riflessione su questo gruppetto di perdenti. I personaggi che ci troviamo di fronte all’inizio del film sono delle persone che, per un motivo o per un altro, sono distaccate dalla realtà: Olive considera la vittoria del concorso di bellezza la massima priorità; il padre aspira alle vette del successo senza rendersi conto della mediocrità del suo progetto; Dwayne si rifiuta di comunicare con il mondo, perché “odia tutti”, convinto di poter perseguire in totale solitudine il suo sogno di diventare pilota; lo zio Frank, non molto diversamente, ha chiuso le porte all’esistenza quotidiana tentando di suicidarsi. Sono tutte persone che si rifiutano di confrontarsi con la vita per come è, ignorandone la complessità, le difficoltà o la dimensione comunitaria. Paradossalmente il nonno, nella sua tossicodipendenza, si è dedicato al puro piacere, senza aspirazioni, e sembra essere quello più in pace con la propria esistenza. Gli altri dovranno invece scontrarsi con la realtà per comprendere che essere convinti di vincere non basta ad avere successo, con buona pace del padre di Olive.

Perché parlare di questo film in un blog come questo? Perché le strutture per anziani sono piene di persone che, come tutti, hanno fronteggiato nella vita molte difficoltà e fallimenti, e che adesso si trovano davanti la malattia e la vecchiaia, ovvero quelle che sono spesso viste come le peggiori delle sconfitte. Eppure, queste strutture sono i luoghi in cui con la malattia e la vecchiaia si va avanti giorno per giorno, perché non c’è altro da fare. Sono fra le realtà che meglio testimoniano il valore della sconfitta, che non è la fine, ma la condizione umana, troppo umana (per omaggiare il Nietzsche tanto caro a Dwayne) da cui ripartire: l’umiliazione, come dice il nome, ci riporta vicini all’humus, alla terra, su cui dobbiamo mettere i piedi per ricominciare a camminare.

Little Miss Sunshine insegna che non si può diventare vincenti in nove passi, e che il successo non è il contrario della sconfitta, ma insito in essa: si vince sempre a partire dalla sconfitta, perché essa ci costringe a guardare in faccia i nostri limiti, le difficoltà della vita quotidiana, e a ripartire. I vincenti vivono un sogno, ma i perdenti si confrontano giorno per giorno con la realtà. E chi meglio degli anziani e dei malati comprende il valore di questo confronto? Chi meglio di loro capisce che una volta caduti non si può che rialzarsi e, a fatica, pian piano, spingere il furgoncino per ripartire?


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...