Una fiaba dalla luna

to-the-moonLe perle si nascondono sempre al buio, ben serrate dentro le ostriche. Allo stesso modo, oggi vorrei raccontarvi la storia di un piccolo capolavoro che si annida nel mare magnum dei videogiochi, ovvero To the Moon.

Il gioco, del 2011, assomiglia più a un film che a un videogame, dato che il giocatore deve fare ben poco a parte seguire la trama che si svolge poco alla volta. Tutto comincia nella casa di Johnny Wiles, che, sul su letto di morte, ha richiesto i servizi di una futuristica agenzia che si occupa di esaudire i desideri delle persone in fin di vita, installando nella loro mente ricordi artificiali. Johnny, nello specifico, ha chiesto di morire con il ricordo di aver viaggiato sulla luna, cosa che invece non è stato in grado di fare in vita. Non solo, ma Eva e Neil, i due scienziati della compagnia, non sanno neanche perché il loro cliente voglia ricordare di aver compiuto questo viaggio.

Per scoprirlo, non possono che entrare nella mente di Johnny e percorrere a ritroso la sua memoria, viaggiando di ricordo in ricordo. Partendo dal faro vicino alla casa, riescono a risalire a qualche anno addietro, scoprendo che Johnny aveva una moglie, River (affetta da sindrome di Asperger), molto affezionata a quel faro, a un peluche di ornitorinco e all’hobby di modellare origami a forma di coniglio. Johnny provava per la moglie un affetto smisurato. Ma del desiderio di andare sulla luna, nessuna traccia. I due scienziati risalgono quindi ulteriormente indietro di molti anni nella memoria di Johnny, ma non riescono a trovare il perché di quest’aspirazione. Quando sono in prossimità della sua infanzia, i ricordi si fanno sbiaditi.

Gli scienziati riusciranno poi a oltrepassare la coltre di nebbia che li separa dalla soluzione del mistero, ma vorrei evitare di raccontare altro, invitandovi a giocare a questo splendido gioco. Un videogioco può sembrare in dissonanza con i temi di cui ci occupiamo di solito, ma non è un caso che vi parli di To the Moon. Esso ha a che fare con il fine vita, con i sogni rimasti in sospeso, con i rischi e i benefici dei farmaci e delle terapie, con l’assistenza e la difficoltà di fornirla; tutto questo, narrato in un gioco dalla durata di poco maggiore a un film, che ho trovato molto più toccante di molti lungometraggi che cercano di strappare una lacrima allo spettatore.

Partendo dall’idea comune di videogioco non ci si aspetta d’imbattersi nel concerto di emozioni che To the Moon risveglia, restando così ancora più colpiti. Un gioco consigliatissimo per passare un paio di pomeriggi in pieno relax con qualcosa che lasci una traccia dentro di voi.


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