Potendo, vorrei essere Derek

derek-rideLe cose migliori accadono sempre per caso. Per caso ho iniziato a occuparmi di anziani e per passione ho continuato. Altrettanto per caso, un giorno, ho scoperto una serie tv diversa dalle altre, capace di toccare il cuore anche al più cinico fra noi.

“Dovresti guardare questa serie tv: sembra fatta per te”, mi dice una sera il mio compagno curiosando fra le proposte di Netflix. Sono abituata a vedermi associata qualunque cosa abbia a che fare con la terza età – dalla casa di riposo alle storie patetiche sull’Alzheimer che circolano sui social – per cui non mi sono stupita nel vedere che la serie in questione era ambientata in una piccola struttura per anziani britannica.

Lo stupore è arrivato dopo, quando mi sono decisa a guardarla. Ci aveva preso davvero, perché Derek sembrava proprio scritta per me. E non dico questo solo perché ho trovato finalmente qualcuno che ha avuto il coraggio di incentrare un prodotto televisivo sulla cura agli anziani, ma lo dico soprattutto perché ho trovato che questo “qualcuno” – che poi è Ricki Gervais – lo ha fatto in modo intelligente, inserendo in pochi episodi un universo etico e filosofico nel quale mi rispecchio interamente.

Mi limito qui a commentare l’ultimo episodio della prima stagione, che mi è sembrato il più “potente” tra tutti e che ruota attorno alla domanda fondamentale: qual è il senso della vita?

Derek 1.jpgDue eventi accadono nello stesso giorno e muovono l’episodio: la morte di Lizzie, anziana affetta da Alzheimer e residente in struttura da tempo, e l’arrivo in struttura di Anthony, padre del protagonista Derek. Lizzie era per Derek un’amica prima che un’assistita, mentre Anthony è un padre che non c’è mai stato per lui, perché lo abbandonò da bambino, rifugiandosi nell’alcool. Derek si trova così in una situazione altamente stressante: da un lato la necessità di affrontare la perdita di Lizzie, dall’altro il rifiuto di accogliere il padre – al quale pure resta poco da vivere – e di perdonarlo per l’abbandono.

Dai temi della morte e del perdono al tema della fede il passaggio è breve e inevitabile. Così una voce fuori campo domanda a Derek:

“Tu preghi ogni tanto? Credi in Dio?”

E lui risponde:

“Sì l’ho fatto, ma non credo serva. A volte le cose per cui pregavo non sono successe e altre volte sono capitate cose per cui non avevo pregato. Così come ho incontrato persone gentili che non credono in Dio, altre che ci credono e sono orribili. Ma anche persone orribili che non credono, o persone gentili che ci credono… ma penso che il punto sia: siate gentili e basta! Io sono gentile, ma non per il paradiso. Lo sono perché sto bene quando mi comporto bene e sto male quando mi comporto male.”

La gentilezza: ecco qual è il senso della vita per Derek, che ce lo ricorda in modo semplice. Ma il regista è prudente e si assicura che il concetto arrivi ancora più chiaro allo spettatore. Torna la voce fuori campo a fare una domanda, ma questa volta a Kevin, amico di Derek:

“Hai dei rimpianti?”

E lui risponde:

“Sì, certo. Rimpiango di aver scelto sempre la via più semplice. Ho sempre cercato una scorciatoia. Avrei dovuto lavorare più duramente, ma giocavo d’azzardo, e bevevo, ed elemosinavo, e speravo. Sono un codardo. Sono un fallito…

Ma non sono un fallito perché non ho avuto successo…

Ho fallito perché non ci ho mai provato.

Derek ha preso l’unica scorciatoia possibile, l’unica buona, che è quella della gentilezza.”

L’unica strada semplice che ci sia concesso scegliere per ridurre alcune fatiche che la vita porta con sé è quella della gentilezza. E questo Derek lo sa, perché sente che quando si comporta bene sta bene: la gentilezza è una terapia per sé e per gli altri. È l’antidoto al rancore, che lo porterà alla fine a perdonare il padre e a ritrovare così la propria, solita, dimensione di serenità.

Potendo, vorrei essere Derek” – dice Dougie, il suo migliore amico, parlando a nome di tutti noi – “Derek è sempre felice, entusiasta, popolare, divertente, ha un cuore d’oro… Non ha poi tanto in quella testa, ma quello che ha è tutto positivo”.

derek-accarezza-vecchia
GRAZIE e A PRESTO!

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